Disturbo d’ansia

I disturbi d’ansia sono un insieme di disturbi psicologici caratterizzati da forme di paura e di ansia ingiustificata o patologica che si accompagnano spesso a manifestazioni fisiche e che creano notevole disagio all’individuo.

Secondo i differenti sistemi nosografici, come DSM e ICD, esiste un’ampia varietà di disturbi d’ansia. I più comuni sono il disturbo d’ansia generalizzato (DAG), il disturbo di panico (DP), l’ipocondria, la fobia sociale, le fobie specifiche, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e il disturbo post traumatico da stress (DPTS). Spesso tali disturbi si accompagnano a quelli dell’umore.

Secondo le statistiche, fino al 30% delle persone soffriranno nel corso della loro vita di un disturbo d’ansia, con una prevalenza doppia nelle donne rispetto agli uomini e con i sintomi che generalmente insorgono prima dei 25 anni di età.

Diagnosi

Una buona anamnesi e una visita medica o psicologica sono essenziali per la diagnosi iniziale di qualsiasi disturbo d’ansia.

I disturbi d’ansia devono essere distinti dalle fisiologiche sensazioni di ansia situazionali che colpiscono fisiologicamente gli individui. Uno dei criteri diagnostici è infatti la durata, che deve essere superiore ai sei mesi; inoltre deve compromettere significativamente il funzionamento dell’individuo e non essere rapportabile in termini di gravità alla causa scatenante.

Una storia familiare di disturbi d’ansia o altre malattie psichiatriche rafforza la probabilità di sviluppare un disturbo d’ansia. Altri fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi d’ansia includono povertà, abusi sessuali e maltrattamenti. Vi è poi una forte associazione con altri problemi psichiatrici, compresi l’abuso di sostanze stupefacenti e la depressione, fattori che devono essere sempre valutati nel corso di una visita psichiatrica o psicologica.

Diagnosi per mezzo di esami

La diagnosi avviene comunemente attraverso un colloquio con uno specialista (psicologo o psichiatra) che ponendo specifiche domande e ascoltando i sintomi riferiti dai pazienti, diagnostica il disturbo.

A volte tipologia, gravità e progressi terapeutici vengono valutati anche attraverso la somministrazione di test specifici (come la scala Hamilton per l’ansia).

Attualmente non esistono indagini strumentali utilizzati nella pratica clinica per diagnosticare un disturbo d’ansia, anche se particolari alterazioni del funzionamento cerebrale possono essere evidenziate con tecniche di imaging (come PET). Nel 2005 un’équipe di ricercatori dell’Hebrew University di Gerusalemme sviluppò un metodo per valutare i disturbi d’ansia attraverso un esame del sangue. Il gruppo, guidato dal professor Hermona Soreg, decano della facoltà di Scienze alla Hebrew University, creò un indice che calcolava i livelli ottimali di AChE, BChE e PON in rapporto all’età, alla BMI e altri fattori rilevanti

Disturbo d’ansia generalizzato

Il disturbo d’ansia generalizzato è un disturbo cronico comune che interessa due donne per ogni uomo colpito e può portare a una menomazione considerevole.[1] Come implica il nome, il disturbo di ansia generalizzato è caratterizzato da una ansia durevole che non è concentrata su un particolare oggetto o situazione. In altre parole è aspecifica o fluttuante. Le persone che hanno questo disturbo si sentono di temere qualcosa ma sono incapaci di esprimere specificatamente di che paura si tratti. Temono costantemente e trovano molto difficile controllare le loro preoccupazioni. A causa della tensione muscolare persistente e le reazioni autonomiche alla paura, possono sviluppare emicrania, palpitazioni, vertigini e insonnia. Questi disturbi fisici, combinati alla intensa ansia di lunga durata, rendono difficile il compito di affrontare le normali attività quotidiane.

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